lunedì 6 febbraio 2017

06/02/2017

Lettera aperta sulla gara d’appalto per il servizio rifiuti dell’ARO BA7


Signor Sindaco, Signor Presidente del Consiglio, Consiglieri tutti,

l’appalto del servizio unitario di spazzamento, raccolta e trasporti dei rifiuti solidi urbani per i 6 Comuni dell’ARO BA/7 “Entroterra Pianura”, con i suoi 117 milioni di euro a base di gara per 9 anni ed un Piano industriale con costi esorbitanti, inevitabilmente si rifletterà in un maggior prelievo dalle tasche dei cittadini e, almeno per i cittadini di Rutigliano, in una diminuzione dei servizi.
Il sospetto di “anomalie” organizzative e procedurali riscontrate nella gestione della gara d’appalto, sollevato dal Sindaco del Comune capofila (nonché Presidente dell’Assemblea dell’ARO BA7/) era stato condiviso anche dagli altri Sindaci, tanto da richiedere un rinvio dell’ultima seduta della commissione giudicatrice per approfondire le criticità evidenziate dallo stesso Sindaco Innamorato. 
In particolare si contestava la gestione delle procedure di gara, con particolare riferimento alla scelta del Presidente della Commissione di Gara, nonché al confluire delle responsabilità di quattro differenti uffici (RUP, Presidente di Commissione, Responsabile Ufficio ARO BA/7 e Dirigente del Settore Polizia Locale di Noicattaro) in un’unica persona. Pertanto si decideva di cercare conforto sulla regolarità delle procedure acquisendo un parere legale.

Era il 19 Gennaio. Qualche giorno dopo, il 26 per la precisione, i Sindaci presenti in Assemblea cambiano idea: l’Assemblea NON è competente a riscontrare le anomalie organizzative e procedurali, ecc.; pertanto, è inutile chiedere un parere legale. 

Da questa scelta appare evidente che i Sindaci (compreso il nostro Sindaco Romagno) non abbiano intenzione di soffermarsi per acquisire un apposito parere sulle presunte irregolarità di una gara che presenta un piano industriale con costi elevatissimi (che si ripercuoteranno sulla nostra comunità) e diversi probabili profili di irregolarità. In tempi non sospetti, infatti, lo stesso RUP aveva dichiarato fosse opportuno affidare il ruolo del Presidente di gara ad un Esperto tecnico del Settore, salvo poi affidare anche quella posizione alla sua persona.

Vorremmo ricordare ai destinatari della presente che è proprio compito della politica preservare il superiore interesse pubblico e, quindi, controllare e vigilare sul buon andamento dell’azione amministrativa e che, grazie alla Giunta Romagno precedente, i Rutiglianesi hanno già dovuto “digerire” (e pagare) la terribile “svista” del “Benefit per minor smaltimento” che, ogni anno, regala circa € 470.000,00 alla ditta Gassi.

I cittadini rutiglianesi, così come le altre comunità dei paesi facenti parte dell’ARO 7, non meritano di pagare nuovamente per le mancanze dei propri amministratori, che hanno la responsabilità di difenderne gli interessi e i diritti nelle sedi opportune.

Per questo motivo chiediamo al Dott. Romagno di fornire tutto l’appoggio possibile al Sindaco di Noicattaro affinché si chiariscano le “anomalie” riscontrate nell’interesse delle comunità interessate, sfruttando tutte le strade percorribili.
Chiediamo inoltre a tutti i consiglieri comunali di vigilare sulla vicenda che contribuirà a pesare non poco sulla finanza del nostro Comune e sul buon funzionamento del servizio rifiuti.

Rutigliano, 06 Febbraio 2017


giovedì 26 gennaio 2017

26/01/2017

TUTTI IN BELLA MOSTRA...


Dopo dieci anni riapre il Museo Archeologico di Rutigliano con una mostra intitolata “Restituzioni – Le collezioni private riconsegnate ai Rutiglianesi”.
Sicuramente un passaggio positivo per la comunità rutiglianese, per il quale non possiamo che essere contenti. A tal proposito ci teniamo a ringraziare tutti coloro che si sono realmente impegnati per la sua realizzazione
Tuttavia, considerato che nei giorni precedenti e nel corso dell’inaugurazione della mostra abbiamo assistito ad una continua autocelebrazione da parte di alcuni esponenti politici, ci sembra opportuno dare il giusto peso all’evento.
Le opere esposte giacevano abbandonate nei depositi comunali da diversi anni. I reperti, infatti, sono stati donati al Comune di Rutigliano molti anni fa, tanto che già nel 2006 venne organizzata presso lo stesso museo una mostra dal nome “Dalle collezioni al museo. Le donazioni Catamo, Colamussi, Didonna, Dioguardi" (http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=16916 e http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/10/mecenati-della-puglia-mai-vista.html).

Sebbene con un allestimento diverso ed in una cornice rinnovata, si tratta quindi della riproposizione di una mostra già realizzata.
I lavori di ristrutturazione del museo archeologico sono terminati nel 2011: le amministrazioni Romagno 1 e 2 ci hanno messo ben sei anni per riportare alla luce dei reperti già in loro possesso.
“Restituzioni” è una mostra temporanea che non assicura la riapertura definitiva del museo, per la quale servirebbe quantomeno un piano di gestione ad hoc.
Come ormai di consuetudine, invece, gli orari di apertura della mostra saranno garantiti dalla Pro Loco con la collaborazione dell’Archeoclub. 
Non è dato sapere se sia stato realizzato un apposito e trasparente regolamento circa il funzionamento del museo, se vi siano polizze assicurative specifiche o quale sia la convenzione stipulata con le associazioni.
La Pro Loco ottiene, così, l’ennesimo incarico da quest’Amministrazione, dimostrandosi onnipresente nelle iniziative comunali, quasi più dell’Onorevole Nuccio Altieri che, come al solito, è intervenuto durante la cerimonia di inaugurazione (sempre presente a Rutigliano ma solo al 593esimo posto su 630 deputati della Camera nella classifica relativa alla produttività in Parlamento...).
Per il momento da cittadini rutiglianesi non possiamo certo ritenerci soddisfatti dell’azione dell’Amministrazione Romagno: lo saremo quando Rutigliano tornerà a riavere in loco i reperti che le appartengono, ma che giacciono a Taranto e a Gioia del Colle, nonché quando ci sarà un’attenta e seria gestione del polo museale, mediante incarico a cooperative preposte con dipendenti retribuiti e assicurati, così come previsto per Legge.

Tra i punti del programma dell’Amministrazione Romagno vi è la riapertura del museo archeologico. 
Per il momento godiamoci questa mostra, ma non ci vengano a dire che l’obiettivo sia stato raggiunto!

mercoledì 18 gennaio 2017

18/01/2017

MANUTENZIONE DEL VERDE E DISERBO CHIMICO: UN’OCCASIONE PERSA

In questi giorni il Comune di Rutigliano si appresta a rinnovare per tre anni l'incarico di manutenzione del verde pubblico. L’ultimo bando, ora in scadenza, è stato aggiudicato nel 2015 alla ditta Calisi.
Consultando il capitolato relativo al nuovo accordo quadro, abbiamo notato che, ancora una volta, l’Amministrazione non ha precluso l’utilizzo di diserbanti chimici per la cura del verde nel nostro paese. 
Il capitolato menziona i diserbi tra le tipologie di lavori da eseguire; l’art.15 prevede la “realizzazione e manutenzione dei tappeti erbosi” anche tramite “trattamento erbicida”; infine l’elenco dei prezzi ed il computo metrico relativi alle diverse operazioni previste dall’accordo quadro, citano in più punti il diserbo chimico.
I prodotti diserbanti contengono principi attivi dannosi per la salute dei cittadini, degli animali e della vegetazione. Per eliminare le erbe infestanti (nei bordi stradali, nelle aree verdi, ecc.), queste sostanze vengono spruzzate rimanendo nell'aria che respiriamo; quello che non respiriamo va nelle falde acquifere, nei terreni e nel ciclo vitale della natura in cui noi siamo immersi.
Il Glifosato, contenuto nella maggior parte dei diserbanti, è correlato a disturbi neurologici, respiratori, gastrointestinali, ematologici e a difetti di sviluppo dei neonati nell’uomo. Inoltre l’International Agency for Research on Cancer (Iarc), un panel di esperti che valuta per conto dell’Oms i rischi che una determinata sostanza possa provocare l’insorgenza di tumori, ha deciso di inserire il glifosato tra le sostanze classificate come 2A, ovvero probabilmente carcinogene.
Non a caso, le linee guida del PAN (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) dichiarano che si rende necessario ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari o dei rischi connessi al loro utilizzo nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, invitando gli Enti a ricorrere a mezzi alternativi (meccanici, fisici, biologici) o, addirittura, vietandone l’utilizzo (dal 22 Agosto 2016 un decreto del Ministero della Salute vieta l’uso del glifosato in zone "frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie"). 
Riteniamo che il Sindaco debba tutelare la salute dei propri cittadini, specie in un Comune come Rutigliano, che presenta tassi tumorali sopra la media, provocati con molta probabilità dalla vicinanza alla discarica Martucci e dall’uso indiscriminato dei fitofarmaci nelle nostre campagne.
I diserbanti chimici sono considerati più veloci ed economici. Noi crediamo che la salute non abbia prezzo e vogliamo lasciare un territorio sano alle future generazioni. Per questo riteniamo opportuno prevedere l’istituzione di un regolamento comunale con il quale venga regolamentato l'uso dei diserbanti chimici sul suolo comunale, sparsi da qualsiasi addetto del Comune o privato, prevedendo adeguati controlli e sanzioni per i trasgressori.

mercoledì 9 novembre 2016

09/11/2016

COMPOSTIAMO RUTIGLIANO!

Il compostaggio in loco è un sistema ecologicamente sostenibile, ad impatto ambientale zero, di semplice concezione e di grande efficacia, che è in grado di avviare una gestione virtuosa del rifiuto all’interno delle singole Comunità.
Il Comune di Rutigliano da Gennaio a Settembre 2016 ha speso circa 380.000 € per il servizio di trattamento dei rifiuti compostabili provenienti da cucine, mense, mercati, parchi e giardini e per la maggiore percorrenza del trasporto dei suddetti rifiuti.
Il compostaggio in loco garantirebbe un abbattimento dei costi di trasporto, evitando le emissioni di CO2 dovute ai consumi di carburante. Nell’arco di un anno potrebbe garantire un risparmio per le casse comunali di circa 500.000 €!
Vista la vocazione agricola del nostro paese, si potrebbe pensare, inoltre, di riutilizzare il compost per soddisfare le esigenze degli agricoltori, garantendo la fertilità dei suoli nella forma più pregiata, quella organica.
Il 28 Ottobre la Regione Puglia ha emanato un Avviso atto a raccogliere le manifestazioni di interesse, da parte dei Sindaci dei Comuni pugliesi, ad avviare sul proprio territorio il compostaggio di comunità, usufruendo di contributi regionali finalizzati all’acquisto dei macchinari necessari.
Sono in commercio impianti di compostaggio con capacità di trattamento da 780 tonnellate l’anno. Tramite l’acquisto di queste macchine sarebbe possibile coprire buona parte del fabbisogno del nostro paese (che produce circa 2963 tonnellate di organico l’anno).
Siamo convinti che la nostra comunità debba perseguire pratiche di compostaggio in loco, pertanto abbiamo richiesto all’Amministrazione Comunale:
- di valutare l’adesione alla manifestazione di interesse per avviare nel più breve tempo possibile progetti ed azioni che vadano a favorire la diffusione di pratiche di compostaggio di comunità con l’ausilio di macchine apposite per la lavorazione e trasformazione del rifiuto organico in compost;
- di valutare la possibilità di realizzare politiche volte ad incentivare il compostaggio domestico da parte dei cittadini rutiglianesi;
- di valutare la possibilità di praticare il compostaggio in loco, anche in caso di mancato accesso al finanziamento.

Leggi la nostra proposta: Proposta-attivita-compostaggio

domenica 23 ottobre 2016

22/10/2016

PALACULTURA E RACCOLTA FIRME: IL NOSTRO PUNTO DI VISTA

Come Associazione Rutigliano 5 Stelle abbiamo deciso di non aderire alla petizione sul Palacultura promossa in questi giorni dai movimenti politici di opposizione.
Sebbene siamo assolutamente contrari alla realizzazione del Palacultura nel Parco Urbano, siamo consapevoli che le possibilità di bloccare i lavori e spostare il progetto in altra sede sono ormai pari a zero.
A differenza dei promotori della petizione, non abbiamo alcuna intenzione di prendere in giro i cittadini su un argomento così sentito dalla nostra comunità.
Abbiamo preso questa decisione a seguito di alcune considerazioni che vogliamo condividere con tutti voi:
- La petizione in oggetto si pone come obiettivi di bloccare i lavori e di modificare il progetto di realizzazione del Palacultura spostando la sua localizzazione.
- Ci sono aspetti legali e ricadute economiche che renderebbero altamente sconveniente se non impossibile il trasferimento del progetto in un altro punto del paese: in caso di recesso, ai sensi dell'art. 119 del Codice degli Appalti, il Comune dovrebbe pagare i costi di quanto già sostenuto dall'impresa, più il 10% dell'importo delle opere non eseguite (sicuri € 73.600), oltre ad una eventuale causa legale con l’impresa. Infine sicuramente andrebbe perso il finanziamento di circa 500.000 €.
- Il PD e le altre forze di opposizione, in particolar modo quelle presenti in Consiglio Comunale, hanno avuto ben due anni (il progetto definitivo è stato approvato a Novembre 2014) per intraprendere iniziative nelle sedi opportune e provare a fermare il progetto. Dov’erano questi signori in questi due anni in cui il Parco Urbano non ha subito alcuna miglioria ed è stato abbandonato a se stesso?!? Davvero sono bastate le rassicurazioni del Sindaco in Commissione per smorzare ogni tentativo di modificare il progetto?
La petizione intrapresa è decisamente tardiva, arriva a giochi fatti e, guarda caso, sopraggiunge in un momento di presunta crisi dell’Amministrazione.
A noi sembra nient’altro che l’ennesima presa in giro ai danni dei cittadini, un modo per cavalcare l’onda del malcontento e fare un po’ di populismo.


Dal giorno della sua inaugurazione abbiamo provato più volte ad accendere i riflettori sul Parco Urbano, rimanendo inascoltati.
Nel Luglio 2015 abbiamo lanciato l’iniziativa il “Parco che vorrei”, sottoponendo un questionario ai cittadini e raccogliendo le loro proposte su come migliorare il parco. A distanza di un anno, nel corso di un gazebo informativo nel parco stesso, abbiamo denunciato in un video lo stato di abbandono dell’area e la mancata realizzazione di alcuna miglioria.
Il 10 Settembre 2016 abbiamo denunciato la possibile realizzazione del Palacultura nel Parco, ribadendo con fermezza il nostro NO alla cementificazione di una delle poche aree verdi del nostro paese.
Infine il 21 Ottobre abbiamo segnalato all’ANAC alcune irregolarità nelle procedure di gara e presentato un esposto alla Corte dei Conti per presunto danno erariale.

Leggi le nostre segnalazioni: 

sabato 10 settembre 2016

10/09/2016

NO AL PALA-CULTURA NEL PARCO URBANO!

Quando lo scorso anno abbiamo chiesto ai cittadini tramite un questionario quali fossero le migliorie da apportare al parco urbano, sono emerse principalmente esigenze relative ad una maggiore sicurezza, pulizia e cura dell’area, oltre alla necessità di spazi attrezzati per praticare sport. Malgrado le rassicurazioni su interventi di miglioria, le proposte dei cittadini sono state completamente ignorate
Come se non bastasse, l’Amministrazione è riuscita a progettare l’unico intervento che nessun cittadino avrebbe mai richiesto: la realizzazione del pala-cultura nel bel mezzo del parco urbano.

UNA SCELTA POCO GREEN
In un contesto urbanistico dove la ricerca di aree naturali e verdi è sempre più difficile, si va dunque a cementificare ed a ridurre l’unico “spazio verde” del nostro paese. Una scelta che, oltre a non considerare minimamente il parere dei cittadini, va contro le direttive nazionali previste dalla legge sul consumo di suolo zero al 2050 (approvata dalla Camera dei Deputati nel mese di maggio). La legge introdurrà, tra gli altri, il principio secondo cui i Comuni, nelle loro scelte di pianificazione, dovranno fornire un'adeguata motivazione rispetto a nuove scelte di espansione, dando priorità assoluta alla rigenerazione delle aree già urbanizzate.

FARE, DISFARE, PAGARE!
Si va a modificare un’area per la cui realizzazione lo scorso anno sono stati spesi (tra l’altro con pessimi risultati) oltre 700.000 €. Oltre all’area interessata dal pala-cultura (1.770 metri quadri), verrà smantellato tutto lo spazio adiacente per lasciare posto al cantiere. I lavori ovviamente causeranno disagi alle scuole limitrofe ed a tutti i cittadini che frequentano il parco.
Perché non si è ritenuto opportuno rigenerare uno degli edifici di proprietà comunale ormai in disuso? 

E IL PALAZZETTO DELLO SPORT…???
Durante la campagna elettorale, il Sindaco Romagno prometteva la realizzazione del Palazzetto dello Sport proprio nel parco urbano, con tanto di progetto e illustrazione grafica (l’ennesimo bluff elettorale). 
Dov’è la progettualità di questa Amministrazione?!? Si decide di posizionare il pala-cultura nel parco urbano pur di non perdere in extremis un finanziamento; successivamente si dichiara di voler spostare la struttura in altra zona; infine si rimane sulla posizione di partenza. Cosa è stato fatto in questo lasso di tempo? Sono state prese realmente in considerazione altre ipotesi? O si è trattato dell'ennesima presa in giro?
L’amministrazione ha dimostrato ancora una volta di navigare a vista: l’unica certezza è che i cittadini continuano a pagare l’approssimazione delle sue scelte.

PER LE ESIGENZE DEI CITTADINI PROPRIO NON C’È SPAZIO
Vogliamo ricordare, infine, che durante un incontro con i cittadini per la realizzazione di un’area di sgambamento, di fronte alla nostra proposta di dedicare una piccola area del parco agli amici a 4 zampe, il Vice Sindaco rispondeva che non era il caso di snaturare l’idea progettuale del parco (smentendo la possibilità che proprio lì sarebbe nato il pala-cultura). 
Peccato che lo stesso Vice Sindaco sia tra coloro che hanno approvato in Giunta Comunale il progetto del pala-cultura nel parco. Come mai non ha fatto presente anche in quella sede il suo pensiero? 
Come al solito per le esigenze dei cittadini non c’è mai spazio, per il cemento a quanto pare sì! 
Anziché assistere a delle migliorie nel parco, così come molti cittadini speravano, ci troviamo ad un passo indietro, l’ennesimo di una Amministrazione che sta facendo regredire il nostro paese.


sabato 27 agosto 2016

26/08/2016

RICHIESTA NOTIZIE POSTAZIONI BIKE SHARING, BICICLETTE E RISCIÒ

A tutt’oggi le postazioni di bike sharing di Rutigliano risultano prive di biciclette, quella di Piazza XX Settembre serve solo da “appoggio” per i commercianti del Mercatino dell’Antiquariato e, malgrado le rassicurazioni ricevute dai funzionari comunali, non è mai più stata spostata.
Oltre a deturpare l’aspetto della Piazza, la postazione di bike sharing al momento non presenta alcuna utilità per la comunità rutiglianese dato che le biciclette non sono state ancora messe a disposizione.
Alla luce di quanto esposto, abbiamo chiesto:
- di conoscere dove siano “parcheggiate” e quando saranno disponibili le 30 biciclette ed i due risciò acquistati con fondi pubblici;
- perché le stesse non vengano messe a disposizione alle Associazioni ed ai residenti o turisti che vorrebbero visitare il nostro paese in modo sostenibile ed ecologico.

A tal fine, anticipiamo che ci è giunta la segnalazione di un cittadino che avrebbe visto i risciò nei garage messi a disposizione dall'assessore Altieri! Il cittadino, inoltre, ci segnala di aver visto l’assessore utilizzare i risciò in paese per fini personali con alcuni suoi conoscenti. In mancanza di prove (l'anonimo cittadino è pronto a spedirci le foto di quanto sostiene) su quanto segnalatoci, abbiamo chiesto che sia l'Assessore Altieri, in prima persona, a chiarire questa situazione. 
Infine abbiamo sottolineato che sarebbe opportuno dare delucidazioni sull’iter da intraprendere affinché le associazioni possano usufruire dei risciò, in modo tale che questi mezzi non rimangano a disposizione di singole associazioni, così come avvenuto finora.