sabato 9 aprile 2016

09/04/2016

ESPOSTO ALLA PROCURA 

DELLA CORTE DEI CONTI

Qualche settimana fa abbiamo denunciato la cifra spropositata pagata dal Comune di Rutigliano alla ditta Radio 103 per la sola radiodiffusione del Consiglio Comunale.
Ben 610 € per ciascuna seduta del Consiglio, un importo eccessivo se paragonato ai prezzi più contenuti del medesimo servizio in altri Comuni italiani con una copertura del segnale decisamente più estesa.
I nostri dubbi sono alimentati dalla mancata richiesta di un preventivo, dal prezzo improvvisamente raddoppiato rispetto all’importo richiesto da Radio 103 in Agosto 2015 (due mesi prima dall’affidamento in questione) per lo stesso servizio, dai rapporti tra il Sindaco ed il proprietario della ditta.
Vogliamo andare fino in fondo e abbiamo inviato un esposto alla Procura della Corte dei Conti affinché avvii un’istruttoria volta a stabilire:
- se sia effettivamente sussistente e a quanto ammonti esattamente il danno erariale patito dal Comune di Rutigliano;
- a quali soggetti (amministratori o dirigenti) sia eventualmente ascrivibile la responsabilità nella produzione del suddetto danno.
 In caso di ritenuta sussistenza dei suddetti elementi, abbiamo richiesto che venga promosso un giudizio contabile nei confronti dei ritenuti responsabili.
Non parliamo di cifre esorbitanti, ma vogliamo dare un segnale a questa Amministrazione Comunale che troppo spesso sperpera i soldi della comunità in maniera alquanto discutibile!
Abbiamo ironizzato su questa vicenda con un video, ora siamo passati ai fatti. Sappiamo scherzare, ma facciamo sul serio!

Leggi il nostro esposto: Esposto-alla-Corte-Dei-Conti


sabato 2 aprile 2016

02/04/2016

MAPIA: CANILE-RIFUGIO O BUSINESS?!?

Una legge regionale del 1995 prevede l'obbligo per i Comuni di dotarsi di un canile sanitario, perchè Rutigliano è ancora inadempiente?!?

L’art.8 della Legge Regionale n.12 del 1995 prevede che i Comuni, singoli o associati, provvedano alla costruzione di canili sanitari. In realtà avrebbero dovuto farlo entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (era il 1995!!!).
Perché il Comune di Rutigliano non ha ancora realizzato un canile sanitario per porre sotto osservazione i cani vaganti???

Qual è la differenza tra canile sanitario e canile rifugio?

Il canile sanitario è una struttura nella quale trovano accoglienza i cani recuperati in quanto vaganti, nella quale i suddetti cani vengono:
- anagrafati, nonché microchippati;
-sottoposti ad interventi sanitari (sterilizzazione, trattamenti profilattici);
- stazionati per un periodo di sessanta giorni in attesa di riscatto, affidamento o eventuale reimmissione sul territorio.
Il canile rifugio è una struttura in cui i cani vengono ospitati in via definitiva e destinati ad un eventuale affidamento.
Già dalla legge del 1995, la Giunta Regionale avrebbe dovuto individuare i Comuni ove ubicare i rifugi per cani (art.9).

Mapia: canile-rifugio o business?!?

Non essendo dotato di alcun canile, il Comune di Rutigliano dal 2002 affida i propri cani vaganti al Mapia. 
In realtà, sono numerose le circostanze che ci lasciano pensare che questa struttura non abbia i requisiti per svolgere il servizio di canile.

In un articolo del 27 settembre 2015, la Repubblica afferma che i cani del Mapia “oltre a non vedere l'ombra di un volontario, sono ospitati in una struttura fatiscente, sotto al sole, senza riparo, nell'incuria. Le adozioni sono un miraggio lontano, gli educatori qui non si sono mai visti.” Un video ritrae lo stesso canile in evidente stato di fatiscenza, apparentemente difforme dai criteri previsti dalla normativa regionale per la costruzione dei canili.
Il 28 Settembre 2015 la LAV Bari Onlus denuncia in un video le drammatiche condizioni di un cane morente ritirato dal canile Mapia: “Importante stato di disidratazione, temperatura corporea 39.5°, mucose pallide, cane scheletrico, non si reggeva in piedi". Il cane ha un tumore a livello terminale perché è stato trascurato per tanto tempo.

- Il Mapia è una ditta privata che si occupa di smaltimento di ogni tipo di rifiuto, servizi di derattizzazione e disinfestazione, manutenzione del verde, servizi di pulizie, gestione di canili, e gestione di stabulari per animali da laboratorio per l'università di Bari. Secondo la Legge regionale n.4/2010 i canili possono essere gestiti in proprio dai Comuni o affidati ad associazioni animaliste senza fini di lucro, iscritte all’Albo regionale. 
- Stando all’ultimo contratto stipulato con la Mapia, il Comune di Rutigliano paga 2,50 € al giorno per ogni cane affidato alla struttura e 64,48 € per lo smaltimento di ogni carcassa di animale. 
- Solo a partire dal 2011 il Comune di Rutigliano ha pagato alla Mapia più di 100.000 euro! Pensate quanti soldi pubblici sono stati spesi dal 2002 (anno in cui il Comune ha cominciato ad affidare il servizio alla Mapia). Soldi che si sarebbero potuti investire nella realizzazione di un canile sanitario e/o rifugio!
- Fino al 2013 il Comune ha pagato alla Mapia anche per la funzione di canile sanitario, nonostante questa struttura non avesse i requisiti stabiliti dalla legge per prestare quel servizio e quindi percepire il relativo canone. 
- Sebbene la capacità massima (stabilita dalla l.r. 26/06) di un canile debba essere di 200 cani, il Mapia ha ben 604 cani nella sua struttura!
- Ogni anno, puntualmente, il Comune di Rutigliano assegna il servizio di ricovero cani alla Mapia tramite affidamento diretto, giustificando quest’ultimo con la “necessità ed urgenza di garantire la continuità del servizio”. È normale che dal 1995 non si riesca a mettere fine a questa urgenza?
- Ad oggi 12 cani risultano affidati dal nostro Comune alla Mapia. Lo scorso anno ne risultavano 17. L’Amministrazione si accerta delle condizioni e del numero dei cani presenti nel canile? O si affida alle dichiarazioni dei gestori?

Il M5S tramite i suoi consiglieri regionali ha già presentato un’interrogazione all’Assessore alla Sanità sul Mapia.
I cani non sono mere “res” soggette alle regole del mercato e della concorrenza, ma esseri senzienti; il Comune di Rutigliano deve affidare i propri cani a strutture qualificate, gestite da associazioni animaliste che perseguano esclusivamente la cura, la salute ed il benessere degli animali!

giovedì 25 febbraio 2016

25/02/2016
Risposta al comunicato della Magel

In riferimento al comunicato della Magel s.a.s. pubblicato il 24/02/2016 sulla testata giornalistica locale RutiglianoOnline (leggi il Comunicato Magel) che ci ha visti chiamati in causa, ecco la nostra risposta:

Spettabile Magel,

nel proprio comunicato, l'Ass. Rutigliano 5 stelle - e non Francesco Troiani in prima persona - ha voluto semplicemente evidenziare i collegamenti esistenti fra imprenditori locali e fazioni politiche che, dapprima congiuntamente e adesso in contrapposizione, da anni influenzano la vita economica, culturale e politica del nostro Paese. Ci scusiamo per l'inesattezza relativa all'avvocato, tuttavia non abbiamo mai affermato che MAGEL abbia potuto suggerire o incoraggiare alcuna modifica di norme tecniche o pianificatorie all’Amministrazione Comunale. Ci è sembrato semplicemente strano, nonché scorretto, che questo "superamento" avvenisse in maniera frettolosa ed in seguito alla impugnazione da parte della Divella del provvedimento che vi autorizzava alle emissioni in atmosfera. 
Quali interessi hanno determinato il comportamento dell'Amministrazione?
Riguardo i valori delle emissioni in atmosfera che finora sono state prodotte dalle tante imprese presenti nell’area P.I.P. nutriamo i vostri stessi dubbi. Infatti, a fine gennaio scorso, i consiglieri regionali del M5S, su nostra proposta, hanno protocollato presso la Città Metropolitana una richiesta di accesso agli atti per verificare tutte le emissioni in atmosfera autorizzate negli anni 2009 - 2010 sul territorio di Rutigliano.
Se ritenete che tale richiesta vada integrata con la richiesta di annualità precedenti al 2009 e con i risultati periodici delle verifiche richieste dalla Provincia, fatecelo sapere. Non appena avremo il materiale, oltre ad informare la cittadinanza, lo metteremo a vostra disposizione.

Rutigliano, 24/02/2016

                                                        Associazione Rutigliano 5 Stelle

mercoledì 24 febbraio 2016

24/02/2016

Un Consiglio da 610 Euro!

A Verbania per la trasmissione radiofonica dei Consigli Comunali si spendono circa 384 euro a seduta. Il contraente è stato scelto tramite procedura negoziata (Det. 1693/2014).
A Rimini la trasmissione radiofonica, la diretta streaming del Consiglio Comunale ed il DVD di ogni seduta costano circa 486 euro; a fronte di un importo di 549 euro offerto dal Comune (RDO), il servizio è stato affidato alla società che ha presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa (Det. 260/2015).
E a Rutigliano??? 
A Rutigliano l’Amministrazione spende ben 610 € a seduta per la sola radiodiffusione del Consiglio Comunale! Una cifra decisamente spropositata, alla quale si aggiungono altre “stranezze” nell’affidamento di questo servizio.

1. Nel Luglio 2014 avevamo richiesto la predisposizione della diretta audio e streaming delle sedute del Consiglio Comunale (ai tempi la testata giornalistica Rutiglianoonline si era anche resa disponibile per garantire il servizio di diretta streaming delle sedute). La nostra proposta venne ignorata così come venne respinta la successiva mozione dei consiglieri di opposizione sul medesimo argomento.
2. Nell’Agosto 2015 viene predisposta la diretta radio del singolo Consiglio sul bilancio di previsione, in via eccezionale vista l’importanza dell’ordine del giorno. La ditta Radio 103 presenta un preventivo di 400 €, per poi ridurre il costo a 305 €.
3. Ad Ottobre l’Amministrazione decide di affidare in via sperimentale fino al 31/12/2015 la radiodiffusione e diretta streaming (mai realizzata!) sul sito ufficiale del Comune di Rutigliano, delle sedute del Consiglio Comunale per una cifra pari a 610 € a seduta! A distanza di due mesi il prezzo del servizio raddoppia!
4. Nella determina di affidamento del servizio si parla di diffusione radiofonica e diretta streaming sul sito ufficiale del Consiglio Comunale, quest’ultima però non è stata mai realizzata!!! Nella stessa determina, tra gli obblighi del gestore non viene fatto alcun riferimento alla diretta streaming…
5. Nella determina, inoltre, non viene richiesto nessun preventivo alla ditta Radio 103, l’Amministrazione si limita ad impegnare 2.440 € (che successivamente verranno integrati, in quanto non sufficienti a coprire le spese) e, successivamente, a pagare le fatture di 610 € a seduta presentategli dalla ditta.
6. Nelle determina n. 4 del 21 Gennaio 2016 viene stabilito di continuare ad affidare fino al 31 Marzo 2016 il servizio di radiodiffusione e diretta streaming sul sito del Comune delle sedute del Consiglio. Nella determina si parla di proroga tecnica, peccato che questa possa avvenire, in via ordinaria, solo per evitare l’interruzione di un pubblico servizio, per il tempo necessario a concludere le procedure per l’affidamento dello stesso;  inoltre, la proroga viene effettuata anche in virtù di un risparmio che l’Amministrazione andrebbe a conseguire visto il ribasso offerto dalla Ditta Radio Canale 103: si parla di un ribasso, eppure viene impegnata la somma di 3.600 € che lascia presumere  un ribasso di soli 10 € a Consiglio.

Perché non è stato richiesto alcun preventivo prima di affidare il servizio in via sperimentale?
Perché l’Amministrazione accetta di pagare un prezzo così alto in barba al principio di economicità dell’azione amministrativa??? 
Perché si sta aspettando così tanto per attivare le procedure di gara attraverso una Richiesta di Offerta su MEPA ?
Sarà un caso che un trattamento di favore venga fatto ad una ditta di cui il Sindaco Romagno è stato socio per diversi anni?
È un caso che, al momento, la ditta Radio 103 presenti tra i soci il proprietario di un’azienda rutiglianese nella quale il Sindaco ricopre una carica amministrativa e che ha appoggiato la coalizione Romagno nelle ultime amministrative?




venerdì 12 febbraio 2016

12/02/2016

Magel - Divella: una questione politica

Nel consiglio comunale del 15 Dicembre  abbiamo visto venire allo scoperto tutti i legami tra imprenditori e fazioni politiche che guidano la politica rutiglianese.
Imprenditori che finanziano campagne elettorali, politici asserviti alle esigenze degli imprenditori. Ma quali sono gli interessi in gioco che determinano queste dinamiche?!?
La questione Magel – Divella è un chiaro esempio dell’interesse che un imprenditore locale possa avere nel poter contare sul proprio politico di fiducia. E il politico cosa ci guadagna da parte sua? Ovviamente i voti, portati dagli operai delle aziende coinvolte (in alcuni casi anche con metodi intimidatori), e il potere di poter gestire un sistema clientelare, che permette di decidere chi raccomandare per un determinato lavoro e chi no, tenendo in pugno il destino lavorativo dei cittadini, costretti a sostenere e votare quel politico nella speranza di ottenere un posto di lavoro o il rinnovo dello stesso.
E chi non ha santi in Paradiso?! Resta ai margini e subisce le conseguenze di una politica dettata da interessi di parte. Il caso Magel dimostra che a Rutigliano la politica viene svolta proprio secondo queste dinamiche.
Vogliamo adesso sottolineare le contraddizioni delle azioni politiche sul caso Magel dettate dal fatto che la Divella S.p.A. ha impugnato  dinanzi al T.A.R Puglia di Bari l’atto con il quale “la Città Metropolitana di Bari ha autorizzato la Ditta Magel alle emissioni nell’atmosfera  fuoriuscenti da un impianto di nuovo esercizio dell’attività di lavorazione di materie plastiche”:
- Un regolamento del 2001 viene aggiornato, guarda caso, il giorno prima di una Conferenza di Servizio - indetta dalla Città Metropolitana di Bari per il riesame dell’autorizzazione emessa per l’insediamento della Magel in via Adelfia. Se questo atto non è collegato al caso Magel, ma ad una necessità di aggiornamento in seguito a delle normative comunitarie così come dichiara il Sindaco Romagno, perché non è stato effettuato in tempi passati?
- E perché la Divella S.p.A. non ha impugnato dinanzi al TAR altri provvedimenti della Città Metropolitana che autorizzavano altre Ditte sulla medesima zona alle emissioni in atmosfera? Erano emissioni meno insalubri? Non erano impianti di nuova costruzione (cui fa riferimento l’art.13 del Regolamento)? Erano diversi i rapporti politici?
- La metodologia con cui il punto è arrivato in discussione all’odg conferma il collegamento con le esigenze della ditta Magel. La Giunta si riunisce di sabato (un giorno inusuale), tra l’altro in assenza dell’assessore all’Urbanistica, e nel giro di pochi giorni ratifica la rimozione del divieto, forzando le regole e la prassi dei lavori del Consiglio Comunale;
- La delibera di Giunta, inoltre, cita fra i suoi presupposti e, quindi, motiva le proprie scelte sulla scorta delle considerazioni esplicitate dall’Avvocato di parte (Magel) all’indomani dell’udienza camerale al TAR: la qualificazione della Divella S.p.a. come azienda insalubre e il riferimento all’applicazione del principio di libertà di stabilimento (art.31 c.2 del D.L. n.201 del 2011);
- E come mai non è stato chiesto il parere di un altro avvocato o quantomeno un parere “pro veritate” (che analizza i possibili scenari e le soluzioni nell’esclusivo interesse della verità, senza essere di parte) da parte dell’avvocato chiamato in causa per una questione così scottante? 
- Durante il Consiglio Comunale vengo date due versioni differenti dalla maggioranza sulla necessità di approvare il punto all’odg in tempi così ristretti: il presidente del Consiglio Maggiorano afferma che l’urgenza è dettata dalla Conferenza di Servizi del giorno dopo; il Sindaco, invece, nega che il superamento dell’art.13 sia in relazione alla situazione della Magel, ricollegandolo ad una necessità di aggiornamento in generale;
- Di fronte ad un richiamo per un voto di coscienza su una decisione così delicata, i consiglieri di maggioranza (ad esclusione di Delliturri e dell’assente Troiani) seguono la linea dettata dalla Giunta. Per di più neanche uno di loro risponde agli interventi dell’opposizione, né interviene per la propria dichiarazione di voto, dimostrando una totale assenza di autonomia intellettuale ed una mancanza di contenuti e argomentazioni, quasi fossero marionette nelle mani del Sindaco Romagno;
- È legittimo, da parte dell’Amministrazione, modificare le regole in corso d’opera dopo che molti imprenditori hanno effettuato investimenti per le loro attività, sentendosi rassicurati dall’art.13 del regolamento che nel PIP di via Adelfia consente “l’insediamento di imprese produttive industriali, con esclusione di quelle che esercitano lavorazioni producenti gas, esalazioni insalubri o comunque pericolose (...)”?! ; 
- Il Sindaco ha dichiarato che tale provvedimento rimette la valutazione della salubrità delle aziende, e quindi la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, agli organi competenti. L’Amministrazione, anziché difendere il nostro territorio in prima persona, dimostra di non voler prendere posizione su eventuali questioni ambientali. La conferma l’abbiamo dalla mancata partecipazione alla Conferenza dei Servizi, presso la Città Metropolitana, sul caso Magel di Luglio 2015. Forse è stato ritenuto opportuno non presentarsi prima della modifica dell’art.13 per non bloccare l’insediamento dell’azienda in questione?!
- Perché la stessa attenzione e determinazione del consigliere Valentini per la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini, messa a suo dire a repentaglio dall’eventuale insediamento della Magel, non è stata dimostrata in altre vicende come la gravissima situazione della Discarica Martucci o per l’uso indiscriminato di fitofarmaci nel nostro paese?!? Quest’improvviso scatto di ambientalismo ci lascia pensare che la preoccupazione del consigliere non sia la tutela dell’ambiente ma quella dell’azienda Divella S.p.a.;
- Il consorzio Ecoplast, composto dalle ditte Magel e Carton Pack, ha ottenuto un finanziamento con un progetto riguardante l’ampliamento delle attività delle due aziende. Il finanziamento per la Magel, che prevede appunto la costruzione di un’altra unità produttiva in via Adelfia, è dunque legato a quello della Carton Pack, azienda vicina all’amministrazione Romagno.
- Il superamento dell’art.13 del regolamento consentirà in futuro a qualsiasi tipo di azienda insalubre (nei limiti dei coefficienti stabiliti dalla legge ovviamente) di stabilirsi sulla parte in questione del nostro territorio. 

Perché un imprenditore dovrebbe spendere fior di quattrini per finanziare la campagna elettorale di una fazione politica?!? State certi che, per fare tali investimenti, è sicuro di poterli in qualche modo recuperare.
Siamo stanchi di vedere imprenditori dettare le scelte della politica rutiglianese. Siamo stanchi di vedere amministrazioni prendere decisioni sulla base delle esigenze degli imprenditori.
Vogliamo una politica fatta di scelte giuste e nell’ottica dell’esclusivo bene della comunità!
Perché in questa guerra tra aziende, alimentata dalla complicità dei politici locali, non c’è un vincitore ma solo uno sconfitto: la comunità rutiglianese!
Aiutateci ad abbattere questo sistema, aiutateci a costruire una società meritocratica, dove tutti i cittadini abbiano uguali possibilità e quello che è un loro diritto non venga presentato come un favore!

venerdì 22 gennaio 2016

22/01/2016
135.428 € SPESI PER SAGRE ED EVENTI!!!

135.428 € sono i soldi che l’Amministrazione ha speso in soli 6 mesi tra sagre ed eventi!
E pensare che la spesa avrebbe potuto essere ancora più alta se il concerto della cantante Annalisa per la Sagra dell’Uva non fosse saltato (15.860 €) o se avessimo incluso nel calcolo anche i 40.050 € (più altri 23.180 coperti dallo sponsor) impegnati per la Fiera del Fischietto di quest’anno.
Nulla da ridire (certo si potrebbe risparmiare qualcosina) se i soldi pubblici venissero utilizzati anche per offrire alla cittadinanza servizi adeguati.  
Ed invece ci ritroviamo una TARI elevata (nonostante un tasso altissimo di differenziata), un parco urbano incompleto, strutture abbandonate (come la piscina comunale e il campetto in via Favale), strade dissestate, immondizia ovunque, nessuna area di sgambamento per cani…
Per tutto ciò, stando ai nostri amministratori, i soldi non ci sono mai; probabilmente, in realtà,  non c’è la volontà… Questione di priorità! 


mercoledì 20 gennaio 2016

20/01/2016

TRA ACCORPARE E SCORPORARE C’ È DI MEZZO…

In questi giorni imperversa la diatriba sul destino dei due istituti scolastici di secondo grado presenti a Rutigliano e, su tale argomento, riteniamo opportuno fare un po’ di chiarezza.
A differenza di alcuni esponenti politici locali, non siamo in cerca di gloria o gratificazioni né abbiamo intenzione di assumere posizioni dettate da interessi politici e campanilismi.
Vogliamo però rendere partecipi i cittadini di quelle che sono le dinamiche che, in questi giorni, stanno determinando le scelte nel mondo della scuola.
Sono tante le contraddizioni alle quali stiamo assistendo. Contraddizioni dettate da un sistema che, ancora una volta, vede i politici indirizzare delle decisioni che dovrebbero essere prese secondo dei criteri oggettivi prestabiliti (le linee guida regionali approvate ad Ottobre 2015). 
Si parla tanto del “bene della comunità e della sua crescita culturale”, ma in realtà gli unici interessi in gioco sono quelli dei politici (pronti a sollevarsi salvatori della patria e ad appuntarsi medaglie sul petto) e dei dirigenti scolastici (preoccupati di dover perdere poltrona e potere).
Ci si dovrebbe preoccupare, invece, di avere delle scuole che funzionino al meglio e che siano di qualità.
Il piano di dimensionamento della rete scolastica varato dal Consiglio della Città Metropolitana di Bari, anziché mirare ad assicurare agli studenti e alle famiglie la qualità e l’efficienza del servizio scolastico, sottostà alle logiche di partito e agli interessi campanilistici dei componenti del Consiglio stesso che hanno stravolto l’iniziale piano del dimensionamento scolastico.
I FATTI
Tutto parte dalla richiesta del sindaco di Polignano a Mare, Domenico Vitto (giunta di centro-sinistra), che, pur di dare l’autonomia amministrativa all’alberghiero del suo paese (attualmente sede staccata), propone di separarlo dall’alberghiero di Castellana per accorparlo con un istituto professionale di Conversano (il “De Lilla”). Eppure secondo le linee guida regionali “l’unificazione delle istituzioni del secondo ciclo dovrà avvenire prioritariamente tra istituti della medesima tipologia”.
Questo avviene in accordo (politico) con Conversano: sempre con lo stesso emendamento, infatti, il Liceo Classico “D.Morea” di Conversano, prima aggregato con il professionale “De Lilla” di Conversano, viene associato al Liceo Scientifico “S.Simone” di Conversano. In questo caso le linee guida vengono rispettate (favorire poli formativi omogenei) ma a discapito del Liceo Scientifico di Rutigliano che, mantenendo l’autonomia, avrebbe dovuto creare un polo omogeneo proprio con il Liceo Scientifico “S. Simone” di Conversano.
Ed è a questo punto che i due consiglieri metropolitani di Rutigliano, Giuseppe Valenzano e Roberto Romagno, presentano a loro volta un emendamento che propone di scorporare nuovamente l’Istituto Tecnico Economico Commerciale “Pertini-Montale” di Turi-Rutigliano, aggregando l’ITET “E.Montale” di Rutigliano al Liceo Scientifico “I. Alpi” di Rutigliano e l’ITES “S.Pertini” di Turi all’industriale “L. Dell’Erba” di Castellana Grotte.
La discussione passa adesso in sede regionale, dove la Giunta guidata da Emiliano deve approvare il Piano di riordino regionale delle rete scolastica.
ALCUNE CONSIDERAZIONI
Ci chiediamo come mai l’emendamento presentato dai consiglieri metropolitani rutiglianesi non sia stato prima discusso con le due scuole interessate. Sarebbe stato opportuno che i nostri consiglieri anziché dividere in due fazioni la comunità rutiglianese, avessero cercato di mediare tra le due realtà nel tentativo di trovare una soluzione accettata da tutti e non far trovare la comunità di fronte ad un fatto compiuto ed imposto dall’alto.
Un atteggiamento in linea con le azioni del Consiglio della  Città Metropolitana, i cui emendamenti risultano solo frutto di scelte campanilistiche-clientelari  che non hanno tenuto in alcuna considerazione né tantomeno sentito le ragioni delle scuole, degli studenti e delle comunità. 
Secondo le linee guida regionali, invece, le proposte di dimensionamento della rete scolastica predisposte dalle Province/Città Metropolitana dovrebbero essere “il risultato di un’azione sinergica tra istituzioni scolastiche e territoriali”; “le operazioni di dimensionamento devono essere predisposte dalle Province/Città Metropolitana e dai Comuni tramite un ampio, trasparente ed efficace percorso di concertazione con le istituzioni scolastiche e la Direzione Scolastica Regionale, gli Uffici Scolastici Provinciali, le Organizzazioni Sindacali”; le operazioni di dimensionamento devono “tradursi in proposte di organizzazione della rete scolastica ampiamente condivise e frutto di un’attenta valutazione”.
La posizione presa dal Sindaco di Rutigliano Roberto Romagno, inoltre, è in netto contrasto anche con quanto deliberato da lui stesso e dalla sua giunta con delibera del Novembre 2015, nella quale si decideva di “confermare l’attuale assetto ordinamentale dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale ‘Pertini-Montale’ in ciascuna delle proprie sedi di Turi e di Rutigliano”  e di istituire il polo liceale “Ilaria Alpi-Sante Simone”, con rispettivi edifici in Rutigliano e Conversano. La delibera teneva conto anche delle delibere del Collegio Docenti e del Consiglio d’Istituto delle due scuole che si dichiaravano favorevoli al piano. Tali deliberazioni non sono mai state modificate.
Alla luce di tutto ciò, non possiamo che ritrovarci d’accordo con l’interrogazione presentata dai consiglieri regionali del M5S in Regione, con la quale è stata richiesta un’audizione urgente di tutte le parti in causa (dirigente scolastico, rappresentante dei genitori, rappresentante degli studenti degli istituti “Pertini-Montale” di Turi-Rutigliano, “I. Alpi” di Rutigliano e ITI “Dellerba” di Castellana Grotta) ed un rinvio della decisione della Giunta, in modo tale da poter ascoltare tutte le comunità interessate e le ragioni di chi è pro e di chi è contro l'accorpamento.
Infine vorremmo chiedere a tutti coloro che nell’ultima campagna elettorale per le elezioni regionali sottoscrivevano l’importanza di avere un proprio compaesano nelle istituzioni: è possibile che negli ultimi 15 anni nessuno sia riuscito a portare avanti una proposta per l’edificazione di un nuovo plesso scolastico per i nostri ragazzi che frequentano un supermercato trasformato in liceo?!?
Eppure quella struttura costa alle casse provinciali ben 200.000 euro l’anno ed i ragazzi non hanno nemmeno un’aula dove fare assemblea! Eppure nel corso degli anni Rutigliano è stata rappresentata in Provincia sia in Consiglio che Giunta, persino con un Vice Presidente… 
In tutto ciò chi ha dato mandato a questo Consiglio metropolitano di prendere decisioni per la comunità?!? Di certo non i cittadini… E soprattutto, le Province non erano state abolite?!?